Germania e la Crisi da Corona Virus: aiuti alle imprese ed ai loro finanziatori


1. Il punto di partenza: l’obbligo di proporre istanza di fallimento

Il § 15a della legge fallimentare tedesca impone alle persone giuridiche l’obbligo di proporre istanza di fallimento al più tardi entro 3 settimane dal verificarsi dell’insolvenza (definita come impossibilità di adempiere agli obblighi di pagamento scaduti) o del sovraindebitamento. La violazione di questo obbligo costituisce reato fallimentare e comporta inoltre rischi di responsabilità in capo agli amministratori.

La riforma legislativa varata in data 25.3.2020 si inserisce in questo contesto e si sviluppa su cinque piani.

2. Sospensione fino al 30.9.2020 dell’obbligo di proporre istanza di fallimento

La sospensione opera solo nel caso in cui le cause dell’insolvenza siano (i) causalmente riconducibili alla COVID-19-pandemia e (i) vi siano prospettive di ovviare all’impossibilità di adempiere agli obblighi di pagamento scaduti (“Zahlungsunfähigkeit”). In questo contesto il legislatore prevede che la sussistenza di entrambe le condizioni si presume ove il debitore non fosse insolvente (“zahlungsunfähig”) alla data del 31.12.2019.

La sospensione dell’obbligo di proporre istanza di fallimento dovrebbe dare alle imprese la possibilità di evitare un fallimento, anche ricorrendo agli aiuti messi a disposizione da parte dello Stato o sulla base di accordi di ristrutturazione o finanziamento.

3. Limitazione delle responsabilità degli amministratori per pagamenti effettuati durante la crisi

Durante il periodo di sospensione di cui sopra, eventuali pagamenti effettuati dagli amministratori nell’ambito dell’ordinaria amministrazione, in particolare al fine di conservare la continuità o ripresa dell’attività aziendale ovvero l’attuazione del piano di risanamento, non danno origine ad una responsabilità degli amministratori.

4. Facilitazione ai finanziamenti

I finanziamenti concessi alle imprese colpite dalla crisi da Corona Virus durante il periodo di sospensione di cui sopra non vengono considerati quale “sittenwidriger Beitrag zur Insolvenzverschleppung“, ovvero favoreggiamento della procrastinazione del  fallimento (con l’effetto che non vengono considerati nulli).

Inoltre la costituzione di garanzie e il rimborso dei finanziamenti concessi entro il 30.9.2023 vengono sottratti alla revocatoria fallimentare. Questa norma si si applica anche al finanziamento soci, ma non anche alla costituzione di garanzie per il finanziamento soci. Inoltre i nuovi finanziamenti soci non vengono considerati postergati.

Le nuove norme riducono pertanto rischi di responsabilità e revocatoria fallimentare e dovrebbero pertanto favorire la concessione di nuovi finanziamenti.

5. Limitazioni della revocatoria fallimentare

La riforma limita il rischio di revocatoria fallimentare per le prestazioni effettuate dalle imprese in crisi alle loro controparti contrattuali durante il periodo della sospensione dell’obbligo di proporre istanza di fallimento; questo riguarda pagamenti atipici, la delegazione di pagamento, la costituzione di nuove garanzie e la concessione di pagamenti rateali.

6. Limitazione delle istanze di fallimento da parte di creditori

Infine viene limitato, per la durata di tre mesi, il diritto dei creditori di proporre istanza di fallimento. In questo modo si vuole dare alle imprese la possibilità di evitare un fallimento, anche ricorrendo agli aiuti messi a disposizione da parte dello Stato ovvero ad accordi di ristrutturazione o finanziamenti.

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È previsto che riforma entri in vigore con effetti retroattivi dal 1.3.2020. È facoltà del Ministero della Giustizia prorogare il termine di sospensione per decreto fino al 31.3.2021.

Avvocato Chiara Fiorini
Avvocato Rechtsanwalt Alessandro Honert


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