Riforma del Regolamento europeo relativo alle procedure di insolvenza – la disciplina dell’insolvenza del gruppo di imprese

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 848/2015 per le procedure aperte successivamente al 26.6.2017 (art. 84), trovano per la prima volta applicazione le nuove regole del capitolo V in materia di insolvenza del gruppo di imprese. Per tutte le procedure d’insolvenza che interessano più società aderenti allo stesso gruppo il Regolamento detta norme in materia di cooperazione e comunicazioni tra i soggetti coinvolti nelle procedure ed il coordinamento delle singole procedure (artt. 56-60), espressamente prevedendo che a questi fini possano essere avviate specifiche procedure di coordinamento di gruppo (art. 61-77).

Si tenga anche presente il nostro sito web Group Insolvency Law 2017 per maggiori informazioni sulla disciplina dell’insolvenza del gruppo di imprese in Germania, Europa e altri Stati.

Con la presente Newsletter termina la serie avente ad oggetto le più rilevanti novità della riforma del Regolamento europeo relativo alle procedure di insolvenza.

Vi auguriamo buona lettura.

Alessandro Honert
Avvocato
Rechtsanwalt

Chiara Fiorini
Avvocato
Gestore dell’OCC presso l’Ordine degli Avvocati di Bologna

Avvocato Alessandro Honert

Alessandro Honert

Avvocato Chiara Fiorini

Chiara Fiorini

1. Profili storici dell’istituto e ambito applicativo

L’introduzione della disciplina dell’insolvenza del gruppo di imprese avvenuta con il Regolamento (UE) n. 848/2015 poggia sulle stesse motivazioni che hanno spinto il legislatore tedesco a regolare tale settore nel 2017, intervento, tra l’altro, che avrà efficacia a partire dal 21 Aprile 2018. Per questo motivo anche le regole sostanziali poste dai due diversi corpi legislativi sono in parte simili, fermo restando tuttavia che il Regolamento disciplina il coordinamento tra le procedure riguardanti il gruppo in modo assai più dettagliato e non prevede un unico foro competente ad aprire una procedura riguardante il gruppo.

La disciplina dell’insolvenza del gruppo è applicabile ogni volta che viene aperta una procedura d’insolvenza nei confronti di due o più società appartenenti al medesimo gruppo di imprese. Un gruppo si compone infatti di almeno due imprese, una delle quali controlla l’altra.

Dal 21 Aprile 2018 ai casi di insolvenza del gruppo di imprese tedesche si potranno applicare sia le norme dettate dall’ordinamento tedesco, che quelle del Regolamento comunitario sulle procedura di insolvenza. Per questo motivo l’art. 102c § 22 EGInsO prevede una delimitazione: le norme tedesche sui temi della cooperazione, degli obblighi di informazione e sul coordinamento vanno disapplicate in favore degli art. 56, 57 del Regolamento. L’introduzione di una procedura di coordinamento di diritto tedesco è esclusa quando essa potrebbe minare l’efficacia di un procedimento ai sensi del Regolamento.

2. Comunicazione, cooperazione, coordinamento

In primo luogo gli articoli 56-58 del Regolamento richiedono ai soggetti coinvolti nell’insolvenza del gruppo, ossia i giudici e gli amministratori delle procedure, di cooperare tra loro. In particolare, gli amministratori sono tenuti a scambiarsi informazioni e verificare la possibilità di risanare l’impresa, per esempio predisponendo un piano di risanamento congiunto (Art. 56, 2° comma). La cooperazione tra i giudici può in particolare riguardare la nomina di un amministratore della procedura ed il coordinamento dell’attività di sorveglianza dei giudici e delle trattative in corso, art. 57 3° comma. Tuttavia questi obblighi valgono solo in quanto compatibili con il diritto fallimentare nazionale e laddove essi non determinino il crearsi di conflitti di interessi. Data l’ampiezza di tale riserva è da ritenersi che all’atto pratico l’impatto dei doveri di informazione, cooperazione e coordinamento risulterà fortemente attenuato.

3. Diritti dell’amministratore unico della procedura, art.60

Per effetto dell’art. 60, ciascun amministratore di una società insolvente appartenente ad un gruppo beneficia di diritti significativi: non solo può essere sentito nell’ambito delle procedure d’insolvenza coinvolgenti altre società del gruppo e chiedere l'apertura di una procedura di coordinamento di gruppo, ma può infatti anche richiedere la sospensione di qualsiasi provvedimento relativo alla vendita dell'attivo nella procedura aperta nei confronti di un'altra società dello stesso gruppo (1° comma, lett. b). A tal fine è necessario (i) che sia stato proposto un piano di ristrutturazione che presenti ragionevoli possibilità di successo; (ii) che tale sospensione sia necessaria al fine di garantire l'adeguata attuazione del piano di ristrutturazione; (iii) che il piano di ristrutturazione sia a vantaggio dei creditori nell'ambito della procedura per la quale è stata richiesta la sospensione. In caso di necessità il giudice fallimentare può disporre misure cautelari. La sospensione ha un tempo ordinario massimo di tre mesi, ma può essere prolungata fino a sei.

4. Procedure di coordinamento di gruppo

Con l’introduzione delle procedure di coordinamento di gruppo, il Regolamento mette a disposizione uno strumento procedurale che dovrebbe migliorare lo svolgimento delle procedure di insolvenza dei gruppi mediante coordinamento e nomina di un coordinatore. La strategia per l’attuazione della procedura relativa all’intero gruppo deve risultare dal piano di coordinamento del gruppo. Detto piano tuttavia non ha efficacia direttamente vincolante per gli amministratori delle procedure che colpiscono le società del gruppo. Viene altresì escluso dalla disciplina in commento un consolidamento tra procedure o tra le masse fallimentari coinvolte. Per questo motivo, l’approccio e gli effetti delle procedure di coordinamento di gruppo costituiscono una sorta di mediazione per giungere ad una strategia di risanamento unitaria e per risolvere i conflitti derivanti dall’insolvenza del gruppo.

Ciascun amministratore di una procedura può chiedere l’introduzione di una procedura di coordinamento di gruppo e competente ad aprirla è ogni giudice fallimentare competente già per una delle società del gruppo. Al Tribunale adito per primo spetta la competenza esclusiva, a meno che due terzi degli amministratori di procedure di insolvenza delle società del gruppo determinino la competenza esclusiva di un altro giudice. Le società del gruppo vengono informate della richiesta e possono, senza oneri di motivazione, chiedere di essere escluse dal coordinamento di gruppo.

Il giudice apre la procedura di coordinamento del gruppo quando si convince che (i) l'apertura di tale procedura serva a facilitare la gestione efficace della procedura d'insolvenza relativa alle diverse società del gruppo; (ii) nessun creditore di una società del gruppo di cui si prevede la partecipazione alla procedura possa essere svantaggiato finanziariamente dall'inclusione di tale società nella procedura in questione ed (iii) il coordinatore proposto sia idoneo allo svolgimento di tale ruolo (art. 63, 1° comma). A questo punto il giudice incarica il coordinatore e decide sull’adeguatezza della proposta contenuta nel piano di coordinamento e sulla suddivisione dei costi (art. 68). Per le società facenti parte del gruppo inizialmente non coinvolte nella procedura è prevista una possibilità di adesione “opt-in”, per la quale occorre il consenso del coordinatore della procedura ovvero di tutti gli amministratori delle procedure delle società del gruppo coinvolte nella procedura di insolvenza del gruppo, art. 69.

Il coordinatore non può essere amministratore di una procedure avente ad oggetto una società del gruppo, ma deve essere una persona abilitata a svolgere la funzione di amministratore delle procedure di insolvenza ai sensi della legislazione di uno Stato membro. La sua principale funzione è quella di proporre alle società del gruppo un piano per lo svolgimento della procedura di coordinamento del gruppo. Il piano può contenere la strategia di risanamento, le regole per la risoluzione dei conflitti ovvero accordi tra amministratori delle diverse procedure (art. 72). Questi ultimi non sono tenuti a seguire il piano qualora abbiano propriamente motivato tale scelta ai soggetti coinvolti dalla procedura che essi amministrano (art. 70). Il coordinatore ha inoltre il diritto di essere sentito in ciascun procedimento riguardante una società del gruppo e di comunicare con il relativo comitato dei creditori, per esempio illustrando il piano di coordinamento. Inoltre gli è concesso di chiedere la sospensione fino a sei mesi delle procedure d’insolvenza che colpiscono una società del gruppo, qualora ciò sia necessario al fine della realizzazione del piano di coordinamento e non pregiudichi i diritti dei creditori.

I costi della procedura di coordinamento di gruppo sono sopportati dalle società che ne fanno parte, risultanti dalla decisione di apertura. Ciascun amministratore di una procedura di insolvenza ha il diritto di impugnare la nota avente ad oggetto il corrispettivo del coordinatore che viene determinata da parte del Tribunale.

Avvocato, Rechtsanwalt Alessandro Honert

Avvocato, Chiara Fiorini, Gestore dell’OCC presso l’Ordine degli Avvocati di Bologna


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