Regolamento (UE) n.848/2015 - Cosa cambia?

Il 26 giugno 2015 è entrato in vigore il Nuovo Regolamento sulla disciplina europea dell’insolvenza transfrontaliera (Regolamento (EU) n. 848/2015) che troverà applicazione con riferimento alle procedure di insolvenza che si apriranno dal 26 giugno 2017.

Sul sito http://www.schubra.it/insolvenza_riforma_2015.html potrete trovare una descrizione dei principali passaggi del procedimento legislativo che ha portato all’approvazione del Regolamento; potrete inoltre trovare un confronto tra il testo del Regolamento entrato in vigore nel 2002 e quello, qui commentato, entrato in vigore nel 2015.

Con questa newsletter, che si colloca nell’ambito della nostra serie di newsletter relative alle più rilevanti innovazioni della disciplina europea dell’insolvenza transfrontaliera, vorremmo illustrare al lettore il funzionamento del sistema di coordinamento dei registri fallimentari all’interno dell’Unione europea, attuato mediante il portale europeo della giustizia elettronica.

Vi auguriamo un’interessante lettura.

Alessandro Honert
Avvocato
Rechtsanwalt

Chiara Fiorini
Avvocato
Gestore dell’OCC presso l’Ordine degli Avvocati di Bologna

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Alessandro Honert

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Chiara Fiorini

Regolamento insolvenza 2015: la costituzione di registri fallimentari “in rete”.

I lavori preparatori che hanno preceduto la riforma Regolamento relativo alle procedure di insolvenza hanno evidenziato che, al momento dell’apertura di procedimenti d’insolvenza in altri Stati membri, i creditori soffrono di un deficit informativo. Ciò riguarda non solo la conoscenza circa l’avvenuta apertura della procedura di insolvenza, ma anche le caratteristiche più rilevanti della disciplina straniera che viene ad essere applicata. Così può accadere che un creditore venga colto di sorpresa circa l´obbligo di insinuare il proprio credito entro un breve termine.

Fino ad ora, all’interno dell’Unione, sono convissute diverse modalità per dare pubblicità all’apertura di una procedura di insolvenza, per di più ciascuna nella lingua del rispettivo Stato membro. A quei creditori costretti a partecipare a procedure di insolvenza in diversi Stati membri, il fatto di dover consultare diversi registri e gazzette ufficiali richiedeva uno sforzo ritenuto irragionevole.

Alla luce di queste considerazioni, il legislatore europeo ha introdotto la disciplina di seguito commentata, dettata dagli articoli dal 24 al 27 del Regolamento, i quali prevedono la realizzazione e la connessione dei registri fallimentari.

I. La connessione dei registri fallimentari nazionali anziché la costituzione di un registro europeo unico

Ciascuno Stato membro è obbligato ex art. 24, comma 1, del Regolamento ad istituire ed aggiornare uno o più registri fallimentari al fine di dare pubblicità all’apertura di una procedura di insolvenza. Ogni Stato disporrà dunque direttamente di tale Registro/Registri ed è tenuto ad istituirli entro il 26 giugno 2018.

La Commissione europea è, dal canto suo, tenuta a connettere questi Registri fra di loro e ad istituire un portale web dal quale accedere alla rete di Registri. In concreto dunque si tratta più di una sorta di motore di ricerca europeo mediante il quale accedere ai registri nazionali, che di un registro fallimentare europeo. Già oggi, cliccando sul seguente https://e-justice.europa.eu/content_interconnected_insolvency_registers_search-246-it.do?init=true è possibile eseguire una ricerca accedendo ai registri fallimentari istituiti da quegli Stati membri, tra i quali la Germania, che hanno aderito al progetto pilota per la realizzazione di una connessione tra i registri fallimentari all’interno dell’Unione.

L’accesso alla rete sarà gratuito per gli utenti; tuttavia gli Stati membri sono autorizzati a richiedere una sorta di contributo per l´accesso ad ulteriori informazioni e documenti, purché lo stesso sia ragionevole.

II. Estensione delle informazioni rese pubbliche

  • Quali tipi di procedimenti sono compresi?

L’obbligo di pubblicità comprende tutti quei procedimenti che sono indicati nell’allegato A del Regolamento (UE) n.848/2015. Per la Germania si tratta in pratica del cd. Insolvenzverfahren. Sono inoltre comprese le procedure speciali previste dalla legge fallimentare tedesca, quale la cd. “amministrazione in proprio” ed il cd. Schutzschirmverfahren. Sono altresì soggetti all’obbligo di pubblicità la nomina di un Curatore fallimentare provvisorio (vorläufiger Insolvenzverwalter) e la nomina di quella particolare figura di Curatore fallimentare provvisorio, il vorläufiger Sachwalter che assume funzioni di garanzia e controllo nel corso della procedura di amministrazione provvisoria in proprio. Tra l’altro la nomina di tali soggetti è già oggetto di un obbligo di pubblicità in base alla legge tedesca. L’allegato B al Regolamento, nel quale sono elencati i soggetti che ai sensi dello stesso sono da considerarsi quali curatori fallimentari, menziona tra l’altro il Sachwalter, il vorläufiger Insolvenzverwalter ed il vorläufiger Sachwalter.

  • Sono compresi tutti i procedimenti di insolvenza oppure solo quelli che hanno natura transfrontaliera?

Si pone la questione se tutte le procedure che soddisfano i requisiti di cui sopra siano soggette all’obbligo di pubblicità. In base al considerando n. 76 che precede il Regolamento devono essere rese pubbliche le informazioni rilevanti relative ai procedimenti di insolvenza di natura transfrontaliera. Data la difficoltà nel distinguere tra procedure con effetti relegati solamente all’interno dello Stato di apertura e quelle invece transfrontaliere, soprattutto già al momento di apertura, ci si deve porre la domanda se una limitazione dell’obbligo di pubblicità alle sole procedure transfrontaliere sia un’opzione praticabile. Seguendo l’impostazione del considerando appena menzionato si incontrerebbero certamente molte difficoltà nel caso in cui, solo successivamente all’apertura della procedura, emergesse una connotazione transfrontaliera della stessa. In definitiva, in base alla lettera degli articoli 24 -27 Regolamento, non viene in alcun modo esplicitata la necessità di restringere il campo di applicazione dell’obbligo di pubblicità ai soli procedimenti aventi carattere transfrontaliero. Ciononostante rimane da vedere, in concreto, come gli Stati membri daranno esecuzione all’obbligo di istituzione dei registri fallimentari.

  • Quali specifiche informazioni verranno rese pubbliche?

L’art. 24 del citato Regolamento contiene una lista di obblighi informativi minimi che i registri  fallimentari devono contenere. Tali obblighi riguardano:

  • Gli elementi riguardanti la decisione di apertura del procedimento ed il procedimento stesso: la data, il giudice, il numero di atto, tipo di procedimento, nome e riferimenti del curatore, termine per l’insinuazione del credito, eventuale data della fine del procedimento, termine per opporsi all’apertura della procedura.
  • I dati relativi al debitore: nominativo della persona ed indicazione del Registro imprese e sede, se si tratta di una persona giuridica, o luogo e data di nascita per le persone fisiche.

III. Limiti all’obbligo di pubblicazione in caso la procedura riguardi un consumatore

Di regola la ricerca dovrebbe dare risultati inserendo il nome del debitore.

Ragioni di tutela della privacy del consumatore inducono il legislatore europeo all’introduzione di deroghe in caso di procedimenti relativi a persone fisiche che non svolgono alcuna attività economica autonoma e che, quindi, ricadono nella categoria giuridica del consumatore. In questi casi, viene lasciata al giudizio dei singoli Stati membri la decisione circa il se ed in quale misura tutelare il consumatore con le limitazioni di seguito commentate.

Da un lato, gli Stati membri possono escludere integralmente la pubblicazione di procedimenti riguardanti i consumatori. Tuttavia, in questi casi i creditori esteri devono essere informati dell’avvenuta apertura della procedura. Laddove non venga adempiuto detto obbligo, la procedura non determina alcun effetto nei confronti del creditore coinvolto.

Dall´altro, le procedure riguardanti debitori-consumatori possono si´ essere rese pubbliche, ma l’accesso alle informazioni ad esse relative è fatto dipendere dall’inserimento nel sistema di ricerca di dati ulteriori, come, per esempio, la data di nascita del debitore. In questo modo si rende più difficile l’accesso a tali informazioni da parte di soggetti non legittimati, o comunque non direttamente interessati alla procedura. In applicazione a questa alternativa prevista dal legislatore, il portale europeo indica un’ulteriore modalità di ricerca riferita a ciascuno Stato membro e che richiede l’immissione di dati ulteriori.

Infine, l’accesso alle informazioni relative a procedimenti riguardanti il consumatore può essere fatto dipendere dalla richiesta ad un’autorità pubblica. Ciò renderebbe possibile la verifica circa l’esistenza di un interesse meritevole di tutela a tale accesso.

C’è da aspettarsi che la Germania non si appelli alle citate possibilità di limitazione degli obblighi pubblicitari con riferimento alle procedure riguardanti un debitore-consumatore. In ogni caso, potrebbe darsi che venga richiesto quale ulteriore criterio di ricerca, oltre al nome del debitore, anche l’indicazione del tribunale competente, così come già accade per il portale www.insolvenzbekanntmachungen.de.

In conclusione, il vantaggio informativo derivante da questa disciplina riguarda anzitutto quelle procedure di insolvenza che hanno ad oggetto società o persone fisiche che esercitano attività di impresa in un altro Stato membro. L’entità delle limitazioni all’accessibilità alle informazioni riguardanti il consumatore è ancora ampiamente sconosciuta. Solo una volta che i registri fallimentari nazionali verranno istituiti ed entreranno in funzione, si potrà verificare in quale misura gli Stati membri si sono avvalsi della facoltà limitare l’accesso alle informazione relative ai procedimenti di insolvenza che colpiscono il consumatore.

Avvocato, Rechtsanwalt Alessandro Honert

Avvocato, Chiara Fiorini, Gestore dell’OCC presso l’Ordine degli Avvocati di Bologna

La nostra prossima Newsletter “Regolamento (UE) n. 848/2015 – cosa cambia?” tratterà della disciplina regolamentare posta a tutela dei dati personali.


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